L'uomo è il sacerdote del caos, la pedofilia è la sua volontà di potenza sulla natura infante, la vita è la celebrazione di tale miseria.

I preti pedofili danno messa ogni giorno.

venerdì 11 gennaio 2013

Intervista su "Un musicofilo"


Link all'intervista

I Preti Pedofili sono un gruppo Doom formato da 3 ragazzi dei dintorni di Foggia, la loro musica è oppressiva, oscura, arricchita da testi che pescano dalla filosofia. I loro due dischi sono completamente gratis sul loro sito. Potete raggiungerli e sentire la loro, molto bella, musica su http://www.facebook.com/pages/Preti-Pedofili/248148671888647?fref=ts:

RISPOSTE:
Francesco (batteria) – Enrico (basso) – Andrea (chitarra e voce)

Lorenzo: Siete un gruppo sia per genere che per vocazione abbastanza al di fuori dagli schemi, vi andrebbe di presentarvi?
FRANCESCO: Siamo i Preti Pedofili, un gruppo per genere e vocazione abbastanza al di fuori dagli schemi.Le note sono 12, la musica è già stata fatta tutta, il rock è morto ed ogni gruppo finisce per essere solo la copia scialba di qualcosa di già sentito… o forse no? Diciamo che nasciamo dalla scommessa di fare qualcosa che rifugga da qualsiasi catalogazione, genere e gruppo già esistente. Non sono io a stabilire se ci siamo riusciti, ma voi, a meno che non siate in grado di segnalarci un gruppo anteriore a noi che faccia più o meno la stessa cosa come sound, strutture e testi. Inizia la caccia al tesoro, VIA. Al vincitore una notte con Enrico Romano il nostro affascinante bassista.

ENRICO: Per fortuna non siamo un gruppo alternativo. Sono Enrico, il prete più giovane e ultimo arrivato nella band. Sono stato fin dall'inizio uno dei loro più grandi fedeli e questo mi ha dato il modo di seguire nella maniera più vicina la crescita musicale e umana del gruppo, nonché di ambientarmi perfettamente con loro.

ANDREA: La maggior parte delle nostre canzoni è un plagio clamoroso. Tuttavia lo rivendichiamo visto che i nostri brani non sono stati mai depositati alla SIAE né presso Creative Commons, quindi ognuno è libero di copiarli a sua volta.

LD: Come è nato il nome I Preti Pedofili? Nelle precedenti discussioni e nelle info di Golem ci sono delle risposte, vi dispiacerebbe elaborare quei concetti per i lettori che non vi conoscono?
FRANCESCO: Mi dispiacerebbe elaborare i concetti metaforici alla base del nome Preti Pedofili, sia perché li abbiamo scritti un po’ ovunque e sia perché molti recensori ci prendono per pomposi intellettualoidi e ci puniscono con recensioni offensive senza nemmeno più fregarsene della musica e delle emozioni che gli suscitiamo. Posso dire “emozioni che gli suscitiamo” senza essere cacciato dalla band? Prendilo come un nome curioso che ti può ispirare rabbia, fastidio, disgusto, critica alle istituzioni, cazzutaggine, viva e vibrante soddisfazione o comunque qualsiasi cosa che non ti lasci indifferente e che non si faccia dimenticare in un mare pieno di milioni di gruppi a cui basta un registrino e un account facebook per fondare un nuovo “progetto musicale”.

LD: Rimanendo nei dintorni, non avete paura di essere presi poco sul serio con un nome del genere?
FRANCESCO: Nei dintorni rischiamo di essere presi a sprangate nei denti prima di essere presi poco sul serio. Però non trovi che il nome faccia già una bella scrematura di gente bigotta con la mente occlusa che comunque non apprezzerebbe la nostra musica anche se ci chiamassimo Fiori Fiorellanti? Mentre nei confronti di chi apprezza tale scelta (ridendoci semplicemente su o incitandoci  con le corna in aria in segno di rispetto al motto di “viva la libertà di espressione e la denuncia sociale”) creiamo già con il nome una base di interesse e curiosità necessaria per stabilire un buon feeling con i nostri ascoltatori. Forse tutti dovrebbero prendersi meno sul serio. Sta di fatto che è impagabile far apparire il nome Preti Pedofili su certe locandine o far dire questo stesso nome a presentatrici o organizzatrici che volevano solo passare la solita tranquilla ed inutile serata. A pensarci bene il nostro nome fa molto più effetto sulle donne.
ENRICO: Aggiungerei che siamo già stati censurati in alcuni eventi e probabilmente scartati da altri per lo stesso motivo. Continuiamo comunque per la nostra strada.

LD: Muovendosi tra citazioni alla cultura ebraica e riferimenti filosofici i vostri testi sono quantomeno interessanti da leggere, chi li scrive? Come nasce un vostro testo, pensieri liberi o ci sono eventi che vi danno il via?
FRANCESCO: I testi li scrive Andrea quando non è ubriaco sul palco a toccare i genitali del cantante dei De Puglia Madre o quando non sta otturando i cessi con scariche violente di diarrea prima di salire sul palco. Magari sono quelli gli eventi che danno il via, ad ogni modo è più corretto se rispondesse lui alla domanda. Invito tuttavia i recensori a non offendersi se il nostro cantante ha conoscenze letterarie e filosofiche… se questa cosa dà così fastidio sono pregati di non leggere e aspettare che torni a dare risposte cazzute.

ANDREA: Vorrei solo precisare che il mio problema con la diarrea è stato brillantemente risolto da mesi nonostante i soliti stolti continuino a ironizzare su vicende poco divertenti e altresì poco edificanti nonché private. Per altri episodi a me imputabili vi prego di parlare direttamente con il mio avvocato.

LD: Mi piace il vostro suono sporco, fangoso si potrebbe definire, è voluto o è semplicemente il risultato dei vostri mezzi? Pensate comunque, di evolverlo nelle prossime uscite o lo considerate perfetto per i vostri testi?
FRANCESCO: Tutto è il risultato dei nostri mezzi, ma poi sta sempre alla nostra coscienza scegliere se va bene e se lo vogliamo proporre o no. I due EP sono già abbastanza diversi tra di loro nella misura in cui termini come Stoner o Doom sono stati rimossi nelle nostre descrizioni per lasciar posto a Post Rock o Noise. Comunque si , il suono è come dici tu indubbiamente fangoso (sludge) e sporco. Però se l’accento lo sposti dal basso agli altri strumenti noterai frequenze ed interpretazioni diverse. Le chitarre spesso tendono all’evanescenza e all’oniricità, mentre la batteria si sgancia dall’accompagnamento (ruolo per cui è nato lo strumento) e diventa melodia di tamburi e piatti, disegnando strutture e motivi completamente indipendenti.

ENRICO: Per il futuro voglio anticipare che stiamo puntando verso una nuova sperimentazione di liriche e musiche, con l'aggiunta di nuovi strumenti e un deciso cambio di sonorità che potrete ascoltare nel nuovo disco (piccola anteprima!) in uscita nel 2013.

LD: Sinceramente siete l’unico gruppo italiano che conosca ad avere sonorità cosi stoner/doom, da chi vi inspirate, quali sono le vostre influenze?
ENRICO: Le influenze sono del tutto varie per ognuno di noi. La vera vittoria per una band è la capacità di creare qualcosa di nuovo, svincolandosi in maniera originale dalle influenze iniziali. Sappiamo tutti verso che strada convergere, grazie anche alle esperienze passate con altre realtà musicali nate a Foggia. Fin dal primo ascolto di Golem capii che questo progetto era stato studiato su paradigmi molto identitari e chiari. Da questi presupposti partono numerose strade di sperimentazione percorribili.
FRANCESCO: Spesso a questa domanda rispondiamo con nomi di gruppi che non ascoltiamo in realtà e che in alcuni casi nemmeno conoscevamo (es Funeral, Swans e Sunn O)))) - dovrebbero bastare queste parentesi - . Di certo nelle nostre influenze ci sono Kyuss, Melvins, Earth e tutta la scena grunge alternative anni 90’ con un occhio di riguardo per l’idolatria avuta nei confronti degli Smashing Pumpkins degli anni d’oro. Di gruppi italiani non ne conosciamo moltissimi o comunque ne abbiamo conosciuti molti di più dopo aver già iniziato a fare musica e creare il nostro sound. I Massimo Volume sono certamente quelli più ascoltati e cito loro perché rispetto ai famosissimi Teatro Degli Orrori ed Afterhours sono molto sottovalutati (mentre questi ultimi molto sopravvalutati). Come gruppi più sconosciuti che ho scoperto da poco consiglio Chambers, Appaloosa, Fuzz Orchestra e le Scimmie. Non fanno parte delle nostre influenze ma mi piacciono comunque molto.

LD:  Siete un gruppo tutto sommato giovane, come è farsi strada nell’industria metal italiana partendo da poco? Si sente spesso parlare di pochissime opportunità, quanto c’è di vero?
FRANCESCO: Le opportunità sono pochissime specialmente se si pensa ancora di poter guadagnare un cachet con la musica o di voler diffondere il proprio prodotto solo se retribuiti. Sia per la crisi del music business, dei locali e della musica dal vivo, che per la quantità abnorme di offerta musicale arrangiata e gratuita, oggi è impensabile emergere e farsi sentire senza scendere a tanti compromessi. Vivere di musica (specialmente questa musica) è delirio.

LD:  Cosa ne pensate della scena musicale della vostra zona, è florida? CI sono realtà interessanti?
FRANCESCO: Ci sono molte realtà interessanti e le stiamo tutte spingendo con il progetto FoggiaPalooza (collettivo di musicisti della Provincia di Foggia) che aspira a diventare un’etichetta discografica indipendente che racchiuda tutta la florida gioventù sonica della nostra città. Intanto organizziamo tutti insieme, una volta al mese,  il festival FoggiaPalooza, che porta le migliori realtà ad esibirsi davanti ad un pubblico sempre più numeroso ed interessato, spingendo per la crescita di progetti di qualità che ancora non hanno deciso di scendere nel triste viale del compromesso. Alcuni nomi: The Big Snails Crunch, Blind Cows, Lacosmica, De Puglia Madre, Bifrost, Nastenka aspetta un altro, Our Noise Senza contare altre realtà ben più longeve e radicate come Trivo, Nexxt, Screaming Flowers e Andyustrial

ENRICO: La scena musicale foggiana è fatta in grande maggioranza da gruppi che non demordono e per questo li ammiro. Perseverare nel proporre progetti così personali, in una piazza come quella in cui viviamo, in cui c'è davvero poca valorizzazione per i musicisti, è una prova di forza a cui anche noi siamo stati chiamati. Mi sembra che comunque qualcosa si stia muovendo. E in questo contesto il progetto del Foggiapalooza, come ha spiegato Francesco, risulta centrale, sicuramente.

LD:  In conclusione, quali sono i vostri prossimi progetti nel gruppo e al di fuori?
ENRICO: Il mio è laurearmi e non dover lavorare mai più, cosa che sarà molto probabile visto che frequento (quando ho tempo libero) la facoltà di Lettere. Con i Preti punto parecchio alla sperimentazione e all'arternarmi tra vari strumenti e linee vocali e il possibile passaggio a prima voce in alcuni pezzi. Tutto questo grazie alla calorosa accoglienza dei due fratelli, che fin dall'inizio mi hanno fatto sentire parte integrante del progetto. Vi voglio bene.
FRANCESCO: Al di là dei propositi personali di Enrico, il nostro prossimo progetto in lavorazione è uno Split EP assieme ai Nastenka aspetta un altro, band post rock della nostra città. Comprenderà un nostro brano inedito e una cover (completamente riarrangiata) di una canzone dei suddetto gruppo. In quel lavoro stiamo già dandovi la possibilità di presagire la deriva funambolica che sta prendendo il nostro sound… sarà molto diverso dai precedenti lavori.

LD:  Sento di aver chiesto poco a un gruppo che concettualmente è floridissimo, c’è qualcosa che vorreste aggiungere prima di concludere?
ANDREA:I  nostri due album sono in download gratuito all'indirizzo http://pretipedofiliband.blogspot.it. Ti ringraziamo per la pazienza e l'interesse nei nostri confronti cliccando tutti e tre, contemporaneamente, mi piace sulla tua bella pagina musicale.

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